fbpx

La sessualità in Giappone: l’intreccio tra Shintoismo e Buddhismo

sessualità in Giappone

Anche questa settimana continuiamo il viaggio intorno al mondo della sessualità, in particolare dell’omosessualità. Dopo aver toccato una delle mitologie più famose del mondo occidentale, oggi ci sposteremo nella magica terra dello yaoi e osserveremo la particolare concezione della sessualità in Giappone.

Tra Shintoismo…

La storia religiosa giapponese è forse una delle più particolari del mondo. Inizialmente si sviluppò in questa terra una religione politeista, lo Shintoismo. Alla base dello Shintoismo c’è la Natura: gli Dei e gli spiriti, chiamati kami, sono spesso legati a fenomeni naturali, agli elementi e ad animali.

In realtà alcuni sessualità in Giapponekami hanno proprio l’aspetto di animali, come ad esempio i Kitsune, gli spiriti/divinità volpe. I Kami di per sé possono essere sia buoni che  cattivi, o neutri.

Possono anche essere più o meno potenti: Amaterasu, dea del Sole, è sicuramente più potente del suddetto kistune, pur rientrando entrambi nella categoria Kami. Inoltre possono risiedere su questa terra o in altri luoghi e possono essere “fissi” (cioè legati ad un luogo) o “erranti”. In Giappone non c’è la distinzione tra dio e spirito della natura, ma solo tra entità divine più o meno neutre, gli Oni (demoni) e gli spiriti dei morti.

…e Buddhismo

Durante quello che per noi è il VI secolo, si diffuse, prima grazie a dei monaci coreani e poi per via della dominazione cinese, un’altra religione: il Buddhismo.

In particolare, il Giappone diventò la patria di un budda sessualità in Giappone particolare filone iniziato dal monaco Nichiren. Questi concentrò il proprio credo sul Sutra del Loto – Nam myoho renge kyo. La traduzione letterale è quasi impossibile, ma il senso sta nella simultaneità di causa ed effetto, nel non affannarsi per essere perfetti nel futuro, ma cercare di emergere e di trovare il meglio nel presente.

Per motivi storici non facili da identificare, il Buddhismo non sostituì mai lo Shintoismo. Forse fu perché il popolo rimase sempre legato ai suoi kami o forse perché né i monaci buddisti, né le classi aristocratiche mossero mai una vera e propria guerra alla religione antica. Fatto sta che l’insieme delle credenze giapponesi abbraccia felicemente le due  religioni, che convivono piuttosto pacificamente.

Sessualità in Giappone

Per parlare di omosessualità, dobbiamo prima accennare alla sessualità in Giappone e a come queste due religioni hanno influenzato la moralità a riguardo.

Lo Shintoismo non ha mai considerato la sessualità come qualcosa di brutto o di poco morale.

L’erotismo permea molti miti, gli otto e passa milioni di Kami non si limitano a guardarsi negli occhi ed inoltre esistono tutt’ora feste dell’abbondanza con processioni falliche. Per quanto riguarda il Buddhismo, anche qui manca una condanna generale della sessualità: viene vista per quello che è, ovvero una cosa naturale.

L’omosessualità, quindi, non è mai stata particolarmente condannata da nessuna delle due religioni. Anzi, nel Giappone medievale, in particolare nelle classi alte, esisteva una pratica simile alla pederastia sessualità in Giapponegreca.

Infatti era comune che ragazzi adolescenti intrattenessero rapporti con uomini adulti che facevano loro da mentori.
Le classi aristocratiche erano prevalentemente buddiste e i mentori erano spesso monaci o samurai.

Questo non vuol dire però che il Giappone fosse il paradiso dei gay.

Anche qui, come in Grecia, il ruolo attivo era considerato virile e quindi positivo, mentre quello passivo non godeva di tanto favore. In più, l’omosessualità era qualcosa che poteva andar bene, sì, ma comunque non doveva interferire nella vita sociale e nelle questioni patrimoniali. Questo significa che era possibile avere delle relazioni omosessuali anche alla luce del sole – cosa che molti imperatori fecero – ma comunque era “d’obbligo” sposarsi e fare figli. Inoltre, il lesbismo non veniva preso in considerazione, come le donne in generale.

E i miti?

Purtroppo le fonti in italiano ed in inglese su questo argomento sono pari a zero e ancora non ho imparato il giapponese, quindi non ho miti da fornirvi stavolta.

Appena ne avrò, sarò felice di condividerli con voi.

Se questo articolo ti è piaciuto, ricorda di lasciare un commento qui sotto.
Seguici anche sulla nostra pagina Facebook

XOXO
signature

What do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Comments Yet.